Medicina Interna


È fondamentale conoscere la persona celata diietro una malattia prima di indagare il tipo di patologia.

LO SPECCHIO INTERNO

Da sempre siamo alla ricerca dell’equilibrio. Lo chiamiamo serenità. Ci piace identificarlo con la felicità. Oggi più che mai lo definiamo benessere. Ma come si può percepire l’armonia dentro di noi se ci vediamo internamente come un mosaico di organi che non comunicano tra loro?

La medicina interna, secondo la visione integrata dell’unità mente/corpo offre la possibilità di recuperare una concezione unitaria e globale della persona. Quando una diagnosi nasce dall’attenta osservazione dell’essere umano, quando è costruita sull’ascolto del suo vissuto fisico, psichico, emotivo e sociale, quando è modulata sul particolare e originale modo che ognuno ha di stare al mondo, allora si trasforma realmente in uno specchio, il quale dall’interno proietta disagi e risorse, problemi e potenzialità, come un normale processo diagnostico, basato sulla frammentazione dell’uomo, non potrebbe fare.

Nell’approccio sistemico-integrato la medicina interna si occupa di indagare le relazioni tra tutti gli organi e gli apparati, cogliendo le reciproche influenze perché siamo creature intere, uniche e degne di essere rivalutate come un sistema meraviglioso e originale, un’opera d’arte irripetibile.

Per prendersi cura della fragilità di un’opera d’arte è necessaria un’alleanza tra più menti, più saperi, più competenze. Per questo la medicina interna che noi pratichiamo è il risultato del lavoro di uno staff, in cui il medico internista collabora con tutti gli altri specialisti per realizzare quello che è e deve sempre rimanere il fine ultimo della professione medica: allontanare l’uomo dal dolore fisico e dalla sofferenza psichica.

Perché il cervello non è il dominatore solitario della nostra vita, ma interagisce continuamente con tutto il corpo nel dare gioie e dolori. È ormai noto che “il primo cervello” ha un formidabile e insospettabile compagno, l’intestino che rappresenta il secondo sistema cerebrale del corpo umano e coopera strettamente con il primo.

Allo stesso modo, non esistono organi o apparati di serie A o di serie B. All’interno del sistema-uomo, ciò che disturba un singolo fattore, sconvolge l’intero organismo. Le malattie sono sistemiche ed è necessario lavorare su tutto il sistema.

SEPARIAMO, MA SOLO PER COGLIERE IL SENSO DEL TUTTO

La medicina interna è quel ramo delle professioni mediche che più di ogni altro permette di applicare l’approccio integrato, poiché si occupa di avviare processi diagnostici e terapie, i quali interessano tutti gli apparati e gli organi interni:

  • malattie dell’apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo

  • apparato respiratorio

  • sistema cardiovascolare

  • apparato digerente

  • sangue e organi emopoietici

  • patologie renali

  • disfunzioni del sistema endocrino

  • malattie del sistema immunitario

  • malattie dell’apparato riproduttore

  • affezioni di origine infettiva

  • disturbi dello sviluppo infantile

Il medico internista, come un moderno Ippocrate, sa bene che l’organismo è un sistema unitario nel quale esiste un filo conduttore che unisce il tutto nell’essenza della vita umana, come una gradevole melodia che non può essere ridotta alla banale composizione delle sette note di base. Per questo, l’internista, quando incontra un paziente, vede un corpo, una storia, una famiglia, una vita intera. Lavorando come un detective pone ogni sintomo, ogni organo, ogni elemento da osservare, sotto la lente d’ingrandimento, ma soltanto per ricondurre ogni singola valutazione a quella rete di significato globale che riempie e avvolge ogni persona. Si potrebbe affermare che la malattia si individualizza, poiché ognuno si ammala a modo suo e, nel rispetto dovuto al paziente, è opportuno riconoscere sempre l’unicità della persona che ci si trova davanti, al di là della patologia: esseri umani sempre, etichette mai.

ESSERE NEL MONDO È COME UN GIOCO DI SPECCHI

La prospettiva sistemica suggerisce che il benessere interno è influenzato da ciò che accade all’esterno. I sottili fili invisibili che connettono l’organismo e la mente in una fitta rete di collaborazione per la vita, si interconnettono anche con l’ambiente in cui viviamo: con le persone con cui lavoriamo, con quelle che amiamo e quelle che odiamo, con i luoghi che frequentiamo nello scorrere del tempo. Ognuno di questi tasselli ci costruisce istante per istante e noi diventiamo specchi che riflettono con il comportamento chi siamo nella quotidianità. La medicina interna integrata interpreta i riflessi che emaniamo e cerca di assegnare il giusto peso all’ambiente in cui ci troviamo perché ci rendiamo continuamente specchio della nostra vita.

L’unità mente/corpo reagisce agli eventi dell’esistenza perché è completamente aperta al mondo. È questa la speranza del cambiamento che permette di modificare il proprio stato di salute attraverso uno stile di vita più sano. La genetica è sempre affiancata dall’epigenetica, ovvero il corpo che interagisce con il contesto in cui si trova. È un principio scientifico che sta alla base della medicina interna integrata. Ogni interazione con l’ambiente si rispecchia all’interno dell’organismo con una modificazione che può essere positiva o negativa. Il medico interno può accompagnare e consigliare il modo migliore affinché ci si possa sentire finalmente protagonisti della propria salute, scegliendo di essere sani.

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