Oncologia


“L’incapacità di pensare in positivo può pesare su un malato di cancro come una seconda malattia”. Barbara Ehrenreich

ONCOLOGIA INTEGRATA PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DI VITA DEL PAZIENTE ONCOLOGICO

L’approccio oncologico integrato affianca alle cure anti-cancro convenzionali, i percorsi terapeutici naturali provenienti da altre espressioni di medicina come l’agopuntura. Lo scopo non è soltanto quello di ridurre gli effetti collaterali delle cure, ma anche di potenziarle, migliorando, al contempo, la qualità di vita dei malati.

Il paziente oncologico ha il diritto di usufruire di tutti gli strumenti e le risorse possibili per poter combattere la sua malattia in una salda alleanza con il medico oncologo e la medicina integrata può costituire un valido supporto in questo arduo cammino.
Purtroppo oggi la realtà delle patologie tumorali non è più così lontana. Non capita soltanto al vicino di casa o a un lontano parente. Può colpire ognuno di noi a causa degli stili di vita scorretti, dell’inquinamento ambientale o dell’alimentazione scadente, in termini di qualità e quantità.
L’incidenza dei casi di cancro è costantemente in aumento e ognuno di noi insieme alla classe medica deve confrontarsi con questa emergenza destinata ad incrementarsi sempre più nel prossimo futuro.

Pertanto, appare illogico limitarsi ad applicare dei protocolli standard, quando l’interesse principale dovrebbe essere garantire il rispetto e la dignità del malato anche in una situazione di gravità. I pazienti e le loro famiglie chiedono benessere, nei limiti del possibile e spesso il medico si trova a sperimentare un sentimento di frustrazione nel campo limitato delle linee guida che non vanno incontro al lato umano delle patologie. Anche solo ridurre gli effetti collaterali delle cure è un obiettivo che permette di ottenere una maggiore aderenza dei pazienti ai trattamenti. Infatti, attraverso la cura integrata si può diminuire l’uso di farmaci aggiunti come gli antiinfiammatori, con la conseguente riduzione degli effetti sgraditi del farmaco.

Nell’oncologia integrata i trattamenti vengono concordati dallo specialista oncologo e dai medici integrati cercando insieme il percorso di cura più adatto, tenendo sempre in conto la centralità della persona.

PREVENZIONE PRIMA DI TUTTO!

La componente ereditaria del cancro non è meno importante dello stile di vita e delle scelte che si effettuano circa la propria salute. Secondo l’ American Cancer Society attraverso la prevenzione è possibile ridurre il rischio di neoplasie fino al 50%.

Alcune abitudini sono particolarmente nocive come l’uso di tabacco e di alcool, soprattutto se in combinazione tra loro. Il tabacco predispone all’insorgenza di tumori al polmone, ai bronchi al cervello, alla gola, al colon e alla vescica. L’uso smodato di alcolici favorisce la formazione di cancro dell’esofago, del pancreas, del cervello e della gola. Più si superano le soglie raccomandate, (20 grammi al giorno per gli uomini e 10 per le donne), più il rischio aumenta.

CORREGGERE LE ABITUDINI SBAGLIATE E ADOTTARE UNO STILE DI VITA PIÙ SANO

Attività fisica e una certa sensibilità nella scelta dei cibi riducono il rischio di sviluppare il cancro dal 30 al 50%. Sono sufficienti 3 o 4 ore settimanali di esercizio fisico per migliorare la salute in generale abbracciando uno stile di vita più salutare. Vivere come protagonisti attivi della propria salute è indispensabile per conservarsi sani e ciò vale anche per il cancro. Informarsi sui danni di condotte a rischio o sui benefici di uno stile sano è il primo fondamentale passo per gestire il proprio benessere.

Alcuni fattori sono rivelatori più di altri circa il proprio stile di vita, come l’indice di massa corporea. Infatti l’eccesso di peso è un importante fattore di rischio per numerosi tipi di cancro. L’attenzione alla dieta è un altro pilastro della prevenzione oncologica. Ad esempio, è stato riscontrato che il consumo eccessivo di carni rosse o di insaccati trattati chimicamente, aumentano il rischio di cancro. Frutta e verdura, che apportano fibre e vitamine, sono da sempre alleate della salute, mentre alimenti ricchi di calorie e zuccheri vanno ridotti al minimo.

Vi sono poi abitudini scorrette che denotano una scarsa cura verso se stessi ed espongono incautamente al rischio oncologico, una per tutte, la consuetudine di abusare dell’esposizione solare, magari senza una protezione adeguata. Oppure la frequente esposizione a raggi X per indagini diagnostiche che talvolta possono essere evitate.

UNO SCREENING PUÒ SALVARCI LA VITA

Un atteggiamento di prevenzione deve prevedere l’adozione di un programma di screening. Sono molti i tumori che, se intercettati in tempo, addirittura prima della trasformazione delle cellule tumorali, possono essere curati con una notevole riduzione del tasso di mortalità. Per quanto riguarda il colon, ad esempio, la ricerca del sangue occulto nelle feci, dopo i 50 anni, dovrebbe essere effettuata almeno ogni due anni. In riferimento ai tumori del seno, l’età per aderire ai programmi di prevenzione si sta sempre più abbassando, in alcune regioni per la mammografia annuale si parte dai 45 anni, soprattutto se esiste una familiarità. Per il cancro della cervice il Pap test va eseguito almeno ogni tre anni a partire dai 25.

È importante anche tenere sotto controllo la pelle, sebbene non esistano specifici programmi di screening per l’individuazione del rischio oncologico. Una visita dermatologica con eventuale mappatura dei nei sarebbe consigliabile.

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